ANAC e CNR rafforzano la collaborazione sulla Piattaforma Unica della Trasparenza

ANAC e Consiglio Nazionale delle Ricerche rafforzano la collaborazione per lo sviluppo della Piattaforma Unica della Trasparenza, con l’obiettivo di rendere più efficace la raccolta, l’analisi e l’utilizzo delle informazioni pubblicate dalle amministrazioni.

Il nuovo Protocollo d’intesa rinnova la collaborazione avviata nel 2023 e prevede il potenziamento di strumenti digitali basati anche su Intelligenza Artificiale, apprendimento automatico e analisi dei dati. Tra le attività previste rientrano la classificazione automatica delle informazioni, l’analisi dei contenuti e la verifica della loro completezza, qualità e coerenza rispetto agli obblighi di trasparenza.

Un altro elemento centrale riguarda l’interoperabilità delle banche dati, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti delle amministrazioni e rendere le informazioni pubbliche più accessibili e utilizzabili.

La collaborazione punta quindi a superare una concezione della trasparenza limitata alla semplice pubblicazione dei dati, favorendo strumenti capaci di trasformare le informazioni disponibili in conoscenza utile per cittadini, amministrazioni e attività di controllo.

https://www.anticorruzione.it/en/-/news.11.09.2026.anac-cnr

PNRR come è andata: Montagne e Comuni in ItaliaDomani

A pochi mesi dalla conclusione del PNRR, è tempo di iniziare a tracciare un bilancio sulla sua attuazione nei territori. In questa prospettiva si inserisce il nuovo dossier di UNCEM – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, pubblicato il 1° settembre 2026, che raccoglie i risultati dell’analisi pubblica promossa nei mesi di luglio e agosto per comprendere, attraverso il punto di vista degli enti locali, come sia andata concretamente l’attuazione del Piano.

Il dossier offre uno spaccato utile sulle esperienze dei Comuni, mettendo in luce risultati raggiunti, difficoltà ancora aperte e questioni che accompagneranno i territori nella fase conclusiva del PNRR.

Consulta qui il dossier completo di UNCEM: https://uncem.it/wp-content/uploads/2026/09/UNCEM-PNRR-come-e-andata-1sett2026.pdf

Master MANPP: management, legalità e digitalizzazione per il settore pubblico e privato

Sono aperte fino al 6 ottobre 2026 le pre-iscrizioni al Master di I livello in Management dell’impresa pubblica e privata, legalità e digitalizzazione (MANPP) dell’Università degli Studi di Padova.

Il percorso forma professionisti in grado di affrontare le sfide della trasformazione digitale, della trasparenza, della compliance e della gestione delle organizzazioni pubbliche e private, integrando competenze manageriali, giuridiche e tecnologiche.

Il Master, diretto dal prof. Riccardo Borsari, inizierà il 13 novembre 2026 e prevede 60 CFU.

Maggiori informazioni su programma, requisiti e iscrizioni sono disponibili nella pagina dedicata al Master: https://uel.unipd.it/master-e-corsi/manpp-management-dellimpresa-pubblica-e-privata-legalita-e-digitalizzazione/

Qualità della spesa, capacità delle PA, criteri di aggiudicazione e monitoraggio degli appalti.

La Commissione europea si prepara a rivedere in modo significativo il quadro europeo degli appalti pubblici con il nuovo Public Procurement Act, una riforma che punta a semplificare le procedure e a rafforzare il ruolo strategico della domanda pubblica.

Uno degli elementi centrali riguarda il possibile superamento della logica del prezzo più basso, ancora molto diffusa nelle procedure di gara europee, a favore del criterio del miglior rapporto qualità-prezzo. L’obiettivo è permettere alle amministrazioni di considerare in maniera più ampia la qualità delle forniture, dei servizi e dei lavori, insieme ad aspetti ambientali, sociali, di innovazione, resilienza e sicurezza. La direzione trova riscontro anche nella consultazione pubblica condotta dalla Commissione: tra i partecipanti, il passaggio oltre il paradigma del minor costo è emerso tra le principali priorità per la revisione delle regole europee sugli appalti.

La riforma assume particolare rilevanza considerando il peso degli acquisti pubblici nell’economia europea. Secondo i dati riportati da Greenreport, gli appalti rappresentano circa il 16% del PIL dell’Unione europea, per un valore di circa 2.500 miliardi di euro ogni anno. Proprio per queste dimensioni, le scelte delle amministrazioni possono orientare in modo significativo il mercato e contribuire al raggiungimento di obiettivi economici, sociali e ambientali.

Resta tuttavia aperto il tema della sostenibilità. Secondo l’analisi del think tank ECCO riportata da Greenreport, i criteri ambientali sarebbero contemplati tra quelli utilizzabili dalle amministrazioni, senza però assumere necessariamente carattere prioritario. Il passaggio dal minor prezzo al miglior rapporto qualità-prezzo, quindi, non comporterebbe automaticamente una maggiore integrazione degli obiettivi climatici nelle gare pubbliche.

Un altro punto importante riguarda il rafforzamento della capacità amministrativa delle stazioni appaltanti. Regole più orientate alla qualità possono produrre risultati concreti solo se le amministrazioni dispongono delle competenze necessarie per definire correttamente i criteri di gara, valutare le offerte e monitorare l’esecuzione dei contratti.

La revisione europea conferma così una tendenza sempre più evidente: l’appalto pubblico non è soltanto uno strumento attraverso il quale acquistare beni, servizi e lavori, ma può diventare una vera e propria leva di politica pubblica, capace di incidere sulla qualità della spesa, sull’innovazione, sulla sostenibilità e sulla competitività.

Per saperne di più: https://www.greenreport.it/news/green-economy/63692-appalti-pubblici-ue-arriva-il-public-procurement-act-la-qualita-batte-il-prezzo-ma-la-sostenibilita-resta-unopzione e https://www.europarl.europa.eu/legislative-train/theme-a-new-plan-for-europe-s-sustainable-prosperity-and-competitiveness/file-public-procurement-act

PNRR e scuole: lavori da chiudere entro il 31 agosto 2026

Si avvicina una scadenza importante per gli enti locali che stanno realizzando interventi di edilizia scolastica finanziati dal PNRR. I lavori dovranno essere conclusi entro il 31 agosto 2026, con il caricamento della documentazione necessaria sulle piattaforme previste.

Per ottenere il saldo dei finanziamenti, gli enti dovranno dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi assegnati, aggiornato correttamente i dati e rendicontato almeno il 90% delle risorse ricevute. Sarà inoltre necessario rispettare i requisiti ambientali previsti dal principio DNSH e presentare certificati completi e coerenti con le opere realizzate.

Il Ministero effettuerà controlli sulla documentazione, sulle spese e sul rispetto dei target. Eventuali ritardi, errori o dati non aggiornati potrebbero rallentare l’erogazione delle somme residue.

Per Comuni, Province e Città metropolitane si apre quindi una fase decisiva, in cui sarà fondamentale coordinare uffici tecnici, responsabili dei progetti e servizi finanziari per chiudere correttamente tutti gli adempimenti.

Pubblicato il Rapporto annuale 2025-2026 dell’Open Government Partnership

È online il nuovo Rapporto annuale 2025-2026 dell’Open Government Partnership (OGP), che racconta un anno di attività, risultati e nuove sfide per rendere le istituzioni più aperte, trasparenti e vicine ai cittadini.

Dal rapporto emerge un quadro complessivamente positivo. Nel 2025, l’86% dei Paesi OGP ha portato avanti gli impegni assunti, mentre nuovi piani e iniziative sono stati presentati da 15 membri nazionali e 48 realtà locali. I temi più presenti sono la partecipazione dei cittadini, il contrasto alla corruzione e l’inclusione.

Tra i momenti centrali dell’anno c’è stato il 9° Vertice globale OGP di Vitoria-Gasteiz, in Spagna, che ha riunito oltre 2.000 partecipanti da più di 70 Paesi. In quell’occasione, oltre 160 governi, organizzazioni della società civile e partner hanno sottoscritto la Dichiarazione di Vitoria-Gasteiz a sostegno della democrazia, dello spazio civico e del governo aperto.

Il documento raccoglie anche diversi esempi concreti: dal monitoraggio civico delle opere pubbliche nelle Filippine alla trasparenza sugli appalti e sulla proprietà delle imprese in Malawi e Nigeria, fino ai progetti di partecipazione giovanile, giustizia aperta e accesso ai dati sulla spesa climatica.

Non mancano le criticità. Il rapporto richiama l’attenzione sull’arretramento democratico, sulla riduzione dello spazio civico e sulla diminuzione delle risorse disponibili. Il messaggio di fondo, però, è chiaro: proprio in una fase così complessa, trasparenza, partecipazione e responsabilità pubblica diventano ancora più importanti per rafforzare la fiducia nelle istituzioni e la qualità delle democrazie.

Per leggere il rapporto completo: https://www.opengovpartnership.org/wp-content/uploads/2026/07/OGP-2025-26-Annual-Report.pdf

Vademecum OpenGovernment

Sono stati pubblicati due Vademecum prodotti da Open Government Parternship.

È possibile visualizzarli ai seguenti link:

– Vademecum sull’itilizzo di indicatori, red flags e dati aperti per il monitoraggio civico e la prevenzione della corruzione https://open.gov.it/sites/default/files/media/documents/2026-07/Vademecum%20sull_utilizzo%20di%20indicator%20i%2C%20red%20flags%20e%20dati%20aperti%20per%20il%20monitoraggio%20civico%20e%20la%20prevenzione%20d%20ella%20corruzione%20-%20%28Versione%205.5%29.pdf

– Vademecum sull’importanza dei dati di elevato valore in ottica di governo aperto:  https://open.gov.it/sites/default/files/media/documents/2026-07/Vademecum%20sull%E2%80%99importanza%20dei%20dati%20di%20elevato%20valore%20in%20ottica%20di%20governo%20aperto%20-%20AgID%20%28%20Versione%201.4%29.pdf

Relazione UE sullo Stato di diritto 2026 – Il capitolo Italia

Il 17 luglio 2026 la Commissione europea ha pubblicato la settima edizione della Relazione annuale sullo Stato di diritto, che copre i 27 Stati membri e quattro Paesi candidati (Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia). Il capitolo dedicato all’Italia è di 28 pagine.

Giustizia

Sul fronte giudiziario la Commissione registra progressi tecnici nella digitalizzazione dei tribunali e conferma il rispetto dei target del PNRR per lo smaltimento dell’arretrato giudiziario. La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri non è invece entrata in vigore, dopo l’esito negativo del referendum confermativo del 22-23 marzo 2026. La relazione segnala inoltre un aumento, durante la campagna referendaria, di dichiarazioni politiche critiche verso la magistratura: pur precisando che criticare le decisioni giudiziarie rientra nel normale dibattito democratico, la Commissione invita esecutivo e legislativo a evitare iniziative che possano incidere sull’indipendenza dei giudici o sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni giudiziarie.

Media e libertà di stampa

La riforma della governance e del finanziamento della Rai, prevista per adeguare le regole italiane all’European Media Freedom Act, è ancora all’esame del Senato. Il consiglio di amministrazione è privo di presidente da circa un anno e mezzo, e alcuni interlocutori sentiti dalla Commissione considerano questo stallo un esempio delle carenze delle norme attuali nel proteggere l’azienda da possibili influenze indebite. A questo si aggiunge un taglio di 10 milioni di euro ai finanziamenti pubblici della Rai per il 2026, che il governo definisce una razionalizzazione dei costi mentre la Rai segnala rischi per la propria sostenibilità finanziaria.

Sul piano legislativo non si registrano avanzamenti sul disegno di legge, fermo al Senato, per la riforma della diffamazione e per la tutela del segreto professionale e delle fonti giornalistiche. La Commissione valuta positivamente l’abolizione del carcere per diffamazione a mezzo stampa, ma osserva che le sanzioni pecuniarie, fino a 50mila euro, possono avere un effetto dissuasivo sui giornalisti, data la precarietà economica diffusa nella categoria. Viene invece riconosciuto che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni continua a operare in modo indipendente, con un’autonomia finanziaria rafforzata da alcune modifiche legislative.

Anticorruzione

La percezione della corruzione nel settore pubblico resta elevata e gli appalti pubblici continuano a essere considerati un’area ad alto rischio. Restano inoltre irrisolti i nodi della regolamentazione del lobbying e dei conflitti di interesse. Nessun progresso viene registrato sul finanziamento di partiti e campagne elettorali: la Commissione segnala l’assenza di interventi contro la prassi di far transitare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche, e raccomanda l’istituzione di un registro elettronico unico sul finanziamento della politica.

Spazio civico e quadro istituzionale

La relazione osserva che i decreti sicurezza hanno ampliato i poteri di polizia e introdotto nuovi reati, e rileva un ricorso intensivo a decreti legge e voti di fiducia, con una conseguente riduzione del ruolo del Parlamento nell’iter legislativo. In questo contesto, l’osservatorio internazionale CIVICUS ha recentemente declassato l’Italia da Paese “ristretto” a Paese “ostacolato” quanto a spazio civico.

Per l’intera relazione: https://commission.europa.eu/publications/2026-rule-law-report-communication-and-country-chapters_en

Per il capitolo dedicato all’Italia: https://commission.europa.eu/document/download/019229a1-8c23-4f90-bfe4-f842cd59c6a9_it?filename=16_2_coun_chap_italy_it.pdf

PNRR: una storia (in)finita?


A ridosso della conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’approfondimento curato da Parisi e Rinoldi offre un’analisi aggiornata del percorso compiuto dall’Italia, evidenziandone risultati, criticità e prospettive future. Il contributo approfondisce le implicazioni economiche, sociali e istituzionali del PNRR, interrogandosi sul valore duraturo delle riforme e degli investimenti realizzati

Disponibile al link: https://www.laboratoriofuturo.it