PNRR e scuole: lavori da chiudere entro il 31 agosto 2026

Si avvicina una scadenza importante per gli enti locali che stanno realizzando interventi di edilizia scolastica finanziati dal PNRR. I lavori dovranno essere conclusi entro il 31 agosto 2026, con il caricamento della documentazione necessaria sulle piattaforme previste.

Per ottenere il saldo dei finanziamenti, gli enti dovranno dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi assegnati, aggiornato correttamente i dati e rendicontato almeno il 90% delle risorse ricevute. Sarà inoltre necessario rispettare i requisiti ambientali previsti dal principio DNSH e presentare certificati completi e coerenti con le opere realizzate.

Il Ministero effettuerà controlli sulla documentazione, sulle spese e sul rispetto dei target. Eventuali ritardi, errori o dati non aggiornati potrebbero rallentare l’erogazione delle somme residue.

Per Comuni, Province e Città metropolitane si apre quindi una fase decisiva, in cui sarà fondamentale coordinare uffici tecnici, responsabili dei progetti e servizi finanziari per chiudere correttamente tutti gli adempimenti.

Pubblicato il Rapporto annuale 2025-2026 dell’Open Government Partnership

È online il nuovo Rapporto annuale 2025-2026 dell’Open Government Partnership (OGP), che racconta un anno di attività, risultati e nuove sfide per rendere le istituzioni più aperte, trasparenti e vicine ai cittadini.

Dal rapporto emerge un quadro complessivamente positivo. Nel 2025, l’86% dei Paesi OGP ha portato avanti gli impegni assunti, mentre nuovi piani e iniziative sono stati presentati da 15 membri nazionali e 48 realtà locali. I temi più presenti sono la partecipazione dei cittadini, il contrasto alla corruzione e l’inclusione.

Tra i momenti centrali dell’anno c’è stato il 9° Vertice globale OGP di Vitoria-Gasteiz, in Spagna, che ha riunito oltre 2.000 partecipanti da più di 70 Paesi. In quell’occasione, oltre 160 governi, organizzazioni della società civile e partner hanno sottoscritto la Dichiarazione di Vitoria-Gasteiz a sostegno della democrazia, dello spazio civico e del governo aperto.

Il documento raccoglie anche diversi esempi concreti: dal monitoraggio civico delle opere pubbliche nelle Filippine alla trasparenza sugli appalti e sulla proprietà delle imprese in Malawi e Nigeria, fino ai progetti di partecipazione giovanile, giustizia aperta e accesso ai dati sulla spesa climatica.

Non mancano le criticità. Il rapporto richiama l’attenzione sull’arretramento democratico, sulla riduzione dello spazio civico e sulla diminuzione delle risorse disponibili. Il messaggio di fondo, però, è chiaro: proprio in una fase così complessa, trasparenza, partecipazione e responsabilità pubblica diventano ancora più importanti per rafforzare la fiducia nelle istituzioni e la qualità delle democrazie.

Per leggere il rapporto completo: https://www.opengovpartnership.org/wp-content/uploads/2026/07/OGP-2025-26-Annual-Report.pdf

Vademecum OpenGovernment

Sono stati pubblicati due Vademecum prodotti da Open Government Parternship.

È possibile visualizzarli ai seguenti link:

– Vademecum sull’itilizzo di indicatori, red flags e dati aperti per il monitoraggio civico e la prevenzione della corruzione https://open.gov.it/sites/default/files/media/documents/2026-07/Vademecum%20sull_utilizzo%20di%20indicator%20i%2C%20red%20flags%20e%20dati%20aperti%20per%20il%20monitoraggio%20civico%20e%20la%20prevenzione%20d%20ella%20corruzione%20-%20%28Versione%205.5%29.pdf

– Vademecum sull’importanza dei dati di elevato valore in ottica di governo aperto:  https://open.gov.it/sites/default/files/media/documents/2026-07/Vademecum%20sull%E2%80%99importanza%20dei%20dati%20di%20elevato%20valore%20in%20ottica%20di%20governo%20aperto%20-%20AgID%20%28%20Versione%201.4%29.pdf

Relazione UE sullo Stato di diritto 2026 – Il capitolo Italia

Il 17 luglio 2026 la Commissione europea ha pubblicato la settima edizione della Relazione annuale sullo Stato di diritto, che copre i 27 Stati membri e quattro Paesi candidati (Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia). Il capitolo dedicato all’Italia è di 28 pagine.

Giustizia

Sul fronte giudiziario la Commissione registra progressi tecnici nella digitalizzazione dei tribunali e conferma il rispetto dei target del PNRR per lo smaltimento dell’arretrato giudiziario. La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri non è invece entrata in vigore, dopo l’esito negativo del referendum confermativo del 22-23 marzo 2026. La relazione segnala inoltre un aumento, durante la campagna referendaria, di dichiarazioni politiche critiche verso la magistratura: pur precisando che criticare le decisioni giudiziarie rientra nel normale dibattito democratico, la Commissione invita esecutivo e legislativo a evitare iniziative che possano incidere sull’indipendenza dei giudici o sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni giudiziarie.

Media e libertà di stampa

La riforma della governance e del finanziamento della Rai, prevista per adeguare le regole italiane all’European Media Freedom Act, è ancora all’esame del Senato. Il consiglio di amministrazione è privo di presidente da circa un anno e mezzo, e alcuni interlocutori sentiti dalla Commissione considerano questo stallo un esempio delle carenze delle norme attuali nel proteggere l’azienda da possibili influenze indebite. A questo si aggiunge un taglio di 10 milioni di euro ai finanziamenti pubblici della Rai per il 2026, che il governo definisce una razionalizzazione dei costi mentre la Rai segnala rischi per la propria sostenibilità finanziaria.

Sul piano legislativo non si registrano avanzamenti sul disegno di legge, fermo al Senato, per la riforma della diffamazione e per la tutela del segreto professionale e delle fonti giornalistiche. La Commissione valuta positivamente l’abolizione del carcere per diffamazione a mezzo stampa, ma osserva che le sanzioni pecuniarie, fino a 50mila euro, possono avere un effetto dissuasivo sui giornalisti, data la precarietà economica diffusa nella categoria. Viene invece riconosciuto che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni continua a operare in modo indipendente, con un’autonomia finanziaria rafforzata da alcune modifiche legislative.

Anticorruzione

La percezione della corruzione nel settore pubblico resta elevata e gli appalti pubblici continuano a essere considerati un’area ad alto rischio. Restano inoltre irrisolti i nodi della regolamentazione del lobbying e dei conflitti di interesse. Nessun progresso viene registrato sul finanziamento di partiti e campagne elettorali: la Commissione segnala l’assenza di interventi contro la prassi di far transitare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche, e raccomanda l’istituzione di un registro elettronico unico sul finanziamento della politica.

Spazio civico e quadro istituzionale

La relazione osserva che i decreti sicurezza hanno ampliato i poteri di polizia e introdotto nuovi reati, e rileva un ricorso intensivo a decreti legge e voti di fiducia, con una conseguente riduzione del ruolo del Parlamento nell’iter legislativo. In questo contesto, l’osservatorio internazionale CIVICUS ha recentemente declassato l’Italia da Paese “ristretto” a Paese “ostacolato” quanto a spazio civico.

Per l’intera relazione: https://commission.europa.eu/publications/2026-rule-law-report-communication-and-country-chapters_en

Per il capitolo dedicato all’Italia: https://commission.europa.eu/document/download/019229a1-8c23-4f90-bfe4-f842cd59c6a9_it?filename=16_2_coun_chap_italy_it.pdf

PNRR: una storia (in)finita?


A ridosso della conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’approfondimento curato da Parisi e Rinoldi offre un’analisi aggiornata del percorso compiuto dall’Italia, evidenziandone risultati, criticità e prospettive future. Il contributo approfondisce le implicazioni economiche, sociali e istituzionali del PNRR, interrogandosi sul valore duraturo delle riforme e degli investimenti realizzati

Disponibile al link: https://www.laboratoriofuturo.it

ITS Academy, proroga al 31 agosto per completare i laboratori finanziati dal PNRR

Arriva la proroga per il completamento dei laboratori degli ITS Academy finanziati con le risorse del PNRR. Il ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, ha ottenuto dall’Unione europea lo slittamento della scadenza al 31 agosto 2026, consentendo agli istituti tecnici superiori di avere più tempo per portare a termine gli investimenti già avviati.

La decisione arriva dopo un confronto con la Commissione europea e tiene conto delle difficoltà incontrate nella realizzazione dei nuovi laboratori, soprattutto a causa della rapida evoluzione tecnologica e della necessità di acquistare strumenti avanzati, coerenti con le esigenze dell’industria 4.0 e 5.0.

I laboratori ITS rappresentano un’infrastruttura strategica per il sistema formativo italiano. Consentono agli studenti di sperimentare tecnologie innovative, spesso utilizzate direttamente dalle imprese, rafforzando così il legame tra formazione e mondo del lavoro.

Soddisfatto il ministro Valditara, che ha definito la proroga una scelta utile per permettere agli ITS Academy di completare con maggiore serenità i progetti in corso. La misura, inoltre, viene vista come un passo importante per favorire una formazione più moderna, pratica e vicina ai bisogni delle imprese.

Gli ITS Academy, sempre più centrali nelle politiche educative e industriali del Paese, continuano quindi a essere considerati uno strumento fondamentale per collegare scuola, innovazione e occupazione.

PNRR Italia: il Parlamento europeo aggiorna il quadro sull’ attuazione del Piano

Il Servizio Ricerca del Parlamento europeo ha pubblicato un nuovo briefing dedicato allo stato di avanzamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano.

Il documento evidenzia che il PNRR dell’Italia resta il più rilevante, in valore assoluto, tra i piani nazionali finanziati nell’ambito di Next Generation EU, con una dotazione complessiva pari a 194,4 miliardi di euro, di cui 71,8 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti.

Secondo l’aggiornamento, l’Italia ha finora ricevuto l’85,4% delle risorse previste, pari a 166 miliardi di euro, a fronte del raggiungimento del 72% delle milestone e dei target complessivi del Piano. Il briefing ricostruisce inoltre le più recenti revisioni del PNRR, con particolare attenzione alla semplificazione delle misure, al rafforzamento degli strumenti finanziari e al contributo agli obiettivi di transizione verde e digitale.

Il documento offre una sintesi utile per comprendere l’avanzamento del Piano, le principali sfide ancora aperte e il ruolo delle istituzioni europee nel monitoraggio dell’attuazione.

Leggi il briefing del Parlamento europeo: 

PNRR, arriva la nona rata da 12,8 miliardi. Via libera anche a una revisione del Piano

La Commissione europea ha dato il via libera all’erogazione della nona rata da 12,8 miliardi di euro, una delle ultime tranche previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prima della sua conclusione nel 2026.

Con questo pagamento, l’Italia raggiunge circa 166 miliardi di euro ricevuti dall’Unione europea, confermandosi tra i Paesi che hanno ottenuto la quota più elevata delle risorse messe a disposizione dal programma Next Generation EU.

L’erogazione arriva dopo la verifica del raggiungimento degli obiettivi previsti per questa fase del Piano, tra riforme e investimenti che riguardano settori strategici come infrastrutture, innovazione, transizione energetica e digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Ma la novità non riguarda soltanto l’arrivo delle nuove risorse. Parallelamente, il Governo ha infatti avviato una riprogrammazione di oltre 2 miliardi di euro, con l’obiettivo di rendere più efficiente la fase finale del PNRR.

La revisione punta a spostare una parte dei finanziamenti verso interventi ritenuti maggiormente realizzabili entro le scadenze europee. Una scelta che nasce dall’esigenza di accelerare la spesa e garantire il completamento dei progetti entro il termine fissato da Bruxelles, evitando il rischio di perdere risorse preziose. Si tratta di un’operazione che conferma come il Piano stia entrando nella sua fase più delicata: quella in cui non conta più soltanto programmare gli investimenti, ma soprattutto portarli a termine nei tempi previsti.

I prossimi mesi saranno decisivi per trasformare le risorse europee in opere, servizi e interventi concreti capaci di lasciare un impatto duraturo sul territorio e sull’economia del Paese.

Al via il Master MANPP dell’Università di Padova: management, legalità e digitalizzazione per la PA e il settore privato

Un percorso formativo avanzato per preparare professionisti capaci di affrontare le sfide della trasformazione digitale, della trasparenza e della compliance nella Pubblica Amministrazione e nelle imprese. È questo l’obiettivo del Master di I livello “MANPP – Management dell’impresa pubblica e privata, legalità e digitalizzazione”, promosso dall’Università di Padova. 

Il Master propone una formazione multidisciplinare che integra competenze giuridiche, economiche, organizzative e manageriali, con un focus particolare sui temi della legalità, dell’anticorruzione e dell’innovazione digitale. Il percorso è rivolto a giovani laureati, professionisti, dipendenti pubblici e operatori del settore privato interessati a sviluppare competenze strategiche per la gestione dei processi amministrativi e decisionali. 

Tra i principali temi affrontati: contratti pubblici, trasparenza amministrativa, compliance management, trasformazione digitale delle organizzazioni pubbliche e private, prevenzione della corruzione e gestione integrata dei rischi. Le attività didattiche prevedono lezioni teoriche, analisi di casi studio, workshop e stage presso enti e aziende partner. 

Il Master si inserisce nel crescente bisogno di figure professionali capaci di coniugare innovazione, etica pubblica e competenze manageriali, contribuendo a costruire organizzazioni più efficienti, trasparenti e orientate al valore pubblico. 

Per maggiori informazioni sul percorso e sulle modalità di iscrizione: Scopri il Master MANPP