ITS Academy, proroga al 31 agosto per completare i laboratori finanziati dal PNRR

Arriva la proroga per il completamento dei laboratori degli ITS Academy finanziati con le risorse del PNRR. Il ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, ha ottenuto dall’Unione europea lo slittamento della scadenza al 31 agosto 2026, consentendo agli istituti tecnici superiori di avere più tempo per portare a termine gli investimenti già avviati.

La decisione arriva dopo un confronto con la Commissione europea e tiene conto delle difficoltà incontrate nella realizzazione dei nuovi laboratori, soprattutto a causa della rapida evoluzione tecnologica e della necessità di acquistare strumenti avanzati, coerenti con le esigenze dell’industria 4.0 e 5.0.

I laboratori ITS rappresentano un’infrastruttura strategica per il sistema formativo italiano. Consentono agli studenti di sperimentare tecnologie innovative, spesso utilizzate direttamente dalle imprese, rafforzando così il legame tra formazione e mondo del lavoro.

Soddisfatto il ministro Valditara, che ha definito la proroga una scelta utile per permettere agli ITS Academy di completare con maggiore serenità i progetti in corso. La misura, inoltre, viene vista come un passo importante per favorire una formazione più moderna, pratica e vicina ai bisogni delle imprese.

Gli ITS Academy, sempre più centrali nelle politiche educative e industriali del Paese, continuano quindi a essere considerati uno strumento fondamentale per collegare scuola, innovazione e occupazione.

PNRR Italia: il Parlamento europeo aggiorna il quadro sull’ attuazione del Piano

Il Servizio Ricerca del Parlamento europeo ha pubblicato un nuovo briefing dedicato allo stato di avanzamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano.

Il documento evidenzia che il PNRR dell’Italia resta il più rilevante, in valore assoluto, tra i piani nazionali finanziati nell’ambito di Next Generation EU, con una dotazione complessiva pari a 194,4 miliardi di euro, di cui 71,8 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti.

Secondo l’aggiornamento, l’Italia ha finora ricevuto l’85,4% delle risorse previste, pari a 166 miliardi di euro, a fronte del raggiungimento del 72% delle milestone e dei target complessivi del Piano. Il briefing ricostruisce inoltre le più recenti revisioni del PNRR, con particolare attenzione alla semplificazione delle misure, al rafforzamento degli strumenti finanziari e al contributo agli obiettivi di transizione verde e digitale.

Il documento offre una sintesi utile per comprendere l’avanzamento del Piano, le principali sfide ancora aperte e il ruolo delle istituzioni europee nel monitoraggio dell’attuazione.

Leggi il briefing del Parlamento europeo: 

PNRR, arriva la nona rata da 12,8 miliardi. Via libera anche a una revisione del Piano

La Commissione europea ha dato il via libera all’erogazione della nona rata da 12,8 miliardi di euro, una delle ultime tranche previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prima della sua conclusione nel 2026.

Con questo pagamento, l’Italia raggiunge circa 166 miliardi di euro ricevuti dall’Unione europea, confermandosi tra i Paesi che hanno ottenuto la quota più elevata delle risorse messe a disposizione dal programma Next Generation EU.

L’erogazione arriva dopo la verifica del raggiungimento degli obiettivi previsti per questa fase del Piano, tra riforme e investimenti che riguardano settori strategici come infrastrutture, innovazione, transizione energetica e digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Ma la novità non riguarda soltanto l’arrivo delle nuove risorse. Parallelamente, il Governo ha infatti avviato una riprogrammazione di oltre 2 miliardi di euro, con l’obiettivo di rendere più efficiente la fase finale del PNRR.

La revisione punta a spostare una parte dei finanziamenti verso interventi ritenuti maggiormente realizzabili entro le scadenze europee. Una scelta che nasce dall’esigenza di accelerare la spesa e garantire il completamento dei progetti entro il termine fissato da Bruxelles, evitando il rischio di perdere risorse preziose. Si tratta di un’operazione che conferma come il Piano stia entrando nella sua fase più delicata: quella in cui non conta più soltanto programmare gli investimenti, ma soprattutto portarli a termine nei tempi previsti.

I prossimi mesi saranno decisivi per trasformare le risorse europee in opere, servizi e interventi concreti capaci di lasciare un impatto duraturo sul territorio e sull’economia del Paese.

Al via il Master MANPP dell’Università di Padova: management, legalità e digitalizzazione per la PA e il settore privato

Un percorso formativo avanzato per preparare professionisti capaci di affrontare le sfide della trasformazione digitale, della trasparenza e della compliance nella Pubblica Amministrazione e nelle imprese. È questo l’obiettivo del Master di I livello “MANPP – Management dell’impresa pubblica e privata, legalità e digitalizzazione”, promosso dall’Università di Padova. 

Il Master propone una formazione multidisciplinare che integra competenze giuridiche, economiche, organizzative e manageriali, con un focus particolare sui temi della legalità, dell’anticorruzione e dell’innovazione digitale. Il percorso è rivolto a giovani laureati, professionisti, dipendenti pubblici e operatori del settore privato interessati a sviluppare competenze strategiche per la gestione dei processi amministrativi e decisionali. 

Tra i principali temi affrontati: contratti pubblici, trasparenza amministrativa, compliance management, trasformazione digitale delle organizzazioni pubbliche e private, prevenzione della corruzione e gestione integrata dei rischi. Le attività didattiche prevedono lezioni teoriche, analisi di casi studio, workshop e stage presso enti e aziende partner. 

Il Master si inserisce nel crescente bisogno di figure professionali capaci di coniugare innovazione, etica pubblica e competenze manageriali, contribuendo a costruire organizzazioni più efficienti, trasparenti e orientate al valore pubblico. 

Per maggiori informazioni sul percorso e sulle modalità di iscrizione: Scopri il Master MANPP

Verso un metodo e un’agenda per un’Europa federale

Roma 21 maggio ore 10-12,45 città metropolitana di Roma, via IV novembre sala Sassoli

Il Movimento Europeo – Consiglio Italiano propone l’iniziativa “Mille piazze per un’Europa libera e unita” per rilanciare il percorso verso gli Stati Uniti d’Europa e una vera Costituzione europea.

La proposta punta a coinvolgere Parlamento europeo, parlamenti nazionali, regioni e società civile in un processo democratico e partecipativo, ispirato al messaggio di Ventotene. Tra le tappe previste, il lancio dell’azione comune “Obiettivo 1000” il 9 settembre 2026, in vista delle elezioni europee del 2029.

La newsletter completa:

PNRR, il 30 giugno si avvicina: 60 miliardi a rischio se i cantieri non chiudono

Mancano poche settimane alla scadenza formale del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ancora non è chiaro cosa succederà ai progetti incompiuti, ma i numeri raccontano una corsa contro il tempo.

Il 30 giugno 2026 rappresenta il termine formale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Per 60 misure e sottomisure, la conclusione dei lavori entro quella data non è negoziabile: il certificato di ultimazione lavori deve essere emesso entro il 30 giugno, pena l’inammissibilità delle spese ai fini europei. Qualsiasi attività svolta dopo il 31 agosto — data entro cui le amministrazioni devono raccogliere la documentazione — non potrà essere conteggiata per il raggiungimento dei target stabiliti con Bruxelles.

Quanto è stato speso finora

Dei circa 60,4 miliardi di euro di risorse PNRR legati alle misure con scadenza perentoria, risulta già erogato circa il 49%, pari a oltre 30 miliardi. La metà delle risorse attende ancora il completamento dei lavori. Le misure più avanzate — come le linee ferroviarie ad alta velocità verso il Nord Europa (81%), gli edifici giudiziari (74%) e la rigenerazione urbana (72%) — contrastano con ritardi preoccupanti in settori come il superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura (1,2%) e la digitalizzazione dei parchi nazionali (3,3%).

Non tutto è perduto: le vie d’uscita

Il quadro non è però del tutto privo di soluzioni. Molti target europei richiedono il raggiungimento di soglie quantitative minime senza pretendere il 100% di tutti i progetti finanziati, il che lascia margini di flessibilità. La Commissione europea ha inoltre suggerito di suddividere i grandi interventi in lotti: solo le parti realizzabili entro il 2026 restano nel PNRR, mentre i residui vengono coperti da fondi strutturali o risorse nazionali. Norme come il decreto 95/2025 hanno già consentito di usare il Fondo per l’avvio di opere indifferibili (FOI) come fonte alternativa per i cantieri esclusi dal piano. Infine, oltre 23,5 miliardi saranno gestiti tramite strumenti finanziari che potranno completare le opere anche dopo quella data.

Il nodo degli inadempimenti

Resta aperta la questione dei soggetti attuatori che non riusciranno a rispettare i tempi. Il governo italiano si è riservato il diritto di rivalersi su di essi, mentre a livello europeo non esiste una procedura codificata per il mancato completamento. In casi estremi lo Stato può esercitare poteri sostitutivi attraverso commissari straordinari. La clausola di “reversal” imposta dall’UE vieta di annullare traguardi già certificati, rendendo ogni arretramento potenzialmente costoso in termini di rimborsi.

Clicca qui per leggere l’approfondimento di OpenPolis: https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/

Abbiamo partecipato alla consultazione pubblica europea sulla tutela dei whistleblower

Abbiamo partecipato alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea nell’ambito della valutazione della Direttiva (UE) 2019/1937 sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione, la cosiddetta Direttiva whistleblowing. Il nostro contributo è stato inviato ad aprile 2026. 

La consultazione è stata avviata per raccogliere osservazioni e contributi utili a verificare se la Direttiva stia funzionando come previsto e se abbia effettivamente raggiunto i suoi obiettivi: rafforzare l’applicazione del diritto dell’Unione e garantire un livello elevato di tutela per chi segnala violazioni nell’interesse pubblico. 

Partecipare a questo processo significa contribuire a una riflessione europea su uno strumento importante per la trasparenza, la legalità e la protezione dei whistleblower, offrendo osservazioni e competenze utili alla valutazione delle regole attualmente in vigore. La consultazione, infatti, serve anche a capire se siano necessarie ulteriori misure o miglioramenti, anche alla luce dell’esperienza maturata dagli Stati membri nell’attuazione della Direttiva.

SIAMO AD APRILE …. E IL PNRR NON FINISCE DI STUPIRCI! ECCO LA SETTIMA MODIFICA E NON SEMBRA NEMMENO ESSERE L’ULTIMA

Il Piano nazionale (italiano) di ripresa e resilienza – iniziato formalmente con la decisione del Consiglio dell’Unione europea del 13 luglio 2021 – ha imboccato l’ultimo tratto di strada: questo primo semestre del 2026 segna infatti la conclusione della sua attuazione.

Il contenuto attuale del Piano risulta da sette successivi “aggiustamenti”, ciascuno dei quali, per potersi discostare dall’originario impianto approvato dal Consiglio dell’Unione nell’estate del 2021, ha dovuto rispettare alcuni presupposti. Le proposte di modifica del PNRR devono essere infatti determinate dalla ricorrenza di circostanze oggettive; devono assicurare il mantenimento del livello di ambizione della programmazione iniziale e il rispetto delle condizionalità generali; su di esse deve intervenire l’accordo di Commissione europea e Consiglio dell’Unione.
Ė stata peraltro la stessa Commissione a guidare l’ultima generazione di modifiche ai 27 Piani nazionali, con le soluzioni da essa stessa proposte per superare i diffusi ritardi nell’attuazione (COM(2025) 310 def.).

Da queste sette modifiche il PNRR italiano è uscito profondamente ridisegnato nei propri contenuti.

In particolare, la penultima modifica (che risale al 27 novembre 2025), pur lasciando invariato l’ammontare finanziario, ha determinato lo spostamento di risorse economiche da alcuni progetti (che, a motivo del grave ritardo, non sarebbe stato possibile terminare per la fine di questo semestre) ad altri che invece sono in fase di chiusura dell’esecuzione ma che richiedono un maggiore investimento. Sono poi stati allocati alcuni cespiti finanziari entro le cosiddette “facilities” (strumenti finanziari agevolati destinati al sostegno di investimenti specifici in materia di reti idriche, studentati universitari, connettività informatica nelle cosiddette “aree grigie”, agrisolare). L’attuazione di questi progetti è prorogata al 31 dicembre 2029 dal Decreto legge n. 19/ 2026, noto come “ultimo miglio PNRR”. Si registra un aumento delle riforme, specificamente nel settore ferroviario, nonché per rendere più sistematico il finanziamento delle attività di ricerca in ambito universitario. Contemporaneamente il Governo ha seguito il consiglio della Commissione di semplificare il più possibile l’attuazione del Piano: sono stati così accorpati alcuni traguardi e obiettivi e sono stati eliminati obiettivi intermedi in quanto valutati non più necessari per il conseguimento di quelli obiettivi finali (Settima Relazione loc. cit.).

La settima modifica (del 25 marzo scorso) interviene su 40 misure, lasciando invariato l’ammontare del Piano che vale 194,4 miliardi di euro: 13 di esse riguardanti investimenti non più realizzabili; per 7 misure vengono introdotti miglioramenti; in 20 vengono introdotte correzioni materiali, riduzioni o semplificazione degli oneri amministrativi (per qualche dettaglio v. https://www.openpolis.it/numeri/modificate-40-misure-con-la-settima-revisione-del-pnrr/).

Ma si sta già avvertendo l’esigenza di ulteriori “aggiustamenti”: si parla di un’ottava richiesta di modifica.

Ciò che lascia veramente stupiti è che la settima modifica sia intervenuta in un clima di grande riserbo: né la sua presentazione alla Commissione, né la sua approvazione da parte del Consiglio sono state condivise con il Parlamento e con la società civile. Ed è pure difficile conoscere i contenuti, dal momento che la decisione del 25 marzo non è nemmeno pubblicata nel sito www.italiadomani.it: esso è ancora aggiornato alla sesta modifica del Piano (https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/strumenti/documenti/archivio-documenti.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2Fdate&sort=desc&category=Documenti%20e%20normativa%20europea). 

PNRR, nuove linee guida per chiudere i progetti e completare la rendicontazione

La Presidenza del Consiglio e il MEF hanno diffuso le nuove linee guida operative per accompagnare i soggetti attuatori nella fase finale degli interventi PNRR. Il documento chiarisce tempi, modalità e documenti necessari per certificare la conclusione dei progetti e completare correttamente la rendicontazione.

Il termine generale per ultimare lavori, servizi e forniture resta fissato al 30 giugno 2026, con una possibile estensione fino al 31 agosto 2026 solo per alcuni interventi finanziati dopo la revisione del Piano e, in casi eccezionali, su richiesta motivata del soggetto attuatore.

Tra gli elementi centrali delle linee guida ci sono il corretto utilizzo della piattaforma ReGiS, il caricamento tempestivo della documentazione di chiusura e l’attenzione alla completezza dei certificati di ultimazione o di regolare esecuzione, indispensabili per attestare il raggiungimento di milestone e target.

Per Comuni ed enti attuatori si apre quindi una fase decisiva: non basta completare gli interventi, serve anche chiudere in modo rigoroso tutti gli adempimenti amministrativi e contabili richiesti.

In questa fase conclusiva, il monitoraggio civico diventa ancora più importante: seguire l’avanzamento degli interventi, verificare tempi, atti e stato di attuazione aiuta a rafforzare trasparenza e qualità della spesa pubblica.

Corso formazione CISL: Workshop 1-2 Aprile

Si è concluso presso il Centro Studi CISL di Fiesole il workshop di monitoraggio civico dedicato ai progetti del PNRR, con un focus specifico sulle Case di Comunità.

Il percorso formativo ha coinvolto i quadri sindacali delle regioni Marche, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto, offrendo loro strumenti concreti per leggere, analizzare e monitorare l’avanzamento degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Al centro del workshop, l’utilizzo della piattaforma di monitoraggio civico di LIBenter, pensata per rendere più accessibili i dati pubblici e supportare cittadini e organizzazioni nel seguire da vicino l’attuazione dei progetti sui territori.

Particolare attenzione è stata dedicata alle Case di Comunità, presidio strategico della sanità territoriale, su cui si concentra una parte importante degli investimenti del PNRR. Attraverso attività pratiche e momenti di confronto, i partecipanti hanno potuto approfondire modalità e criteri per valutare lo stato di avanzamento dei progetti, l’impatto atteso sui territori e il ruolo del monitoraggio civico come strumento di trasparenza, partecipazione e accountability.