Critiche dalla Corte dei Conti alla Commissione Europea: “Il PNRR è meno verde di quanto dichiarato”

La Corte dei Conti europea ha messo in discussione l’effettiva sostenibilità del PNRR, affermando in un audit che le misure a sostegno degli obiettivi climatici “potrebbero essere sovrastimate di almeno 34,5 miliardi di euro”.

L’audit ha evidenziato debolezze nei traguardi e obiettivi, nella rendicontazione delle spese sostenute e nella compatibilità ambientale di alcuni progetti definiti “verdi”. La Corte critica inanzitutto il metodo con cui sono state classificate alcune delle misure nei piani nazionali. La Commissione europea infatti, utilizza il “coefficiente climatico” per determinare quanto le somme stanziate contribuiscano agli obiettivi di azione per il clima. Questo coefficiente varia in base all’impatto previsto del progetto:

  • 100% per le azioni con un contributo sostanziale alla lotta contro il cambiamento climatico.
  • 40% per le azioni che apportano un contributo positivo ma non marginale.
  • 0% per le azioni con un impatto nullo o insignificante.

Tuttavia, la Corte dei Conti europea ha rilevato delle sovrastime nel calcolo di questi contributi. Alcuni progetti, etichettati come “verdi”, non avevano un legame diretto o significativo con la transizione ecologica. Per evitare tali casi, la Corte raccomanda, nel futuro, di valutare più dettagliatamente e precisamente i progetti pertinenti per il clima.

Joëlle Elvinger, responsabile della relazione, ha sottolineato che, nonostante il Pnrr rappresenti un grande investimento per la transizione ecologica, esso soffre di approssimazione e discrepanze tra pianificazione e attuazione.

La Corte ha raccomandato una migliore stima delle spese per il clima, un potenziamento delle misure per la transizione verde e una migliore rendicontazione delle spese.

La Commissione ha risposto alle raccomandazioni con una “presa d’atto”, evidenziando di apprezzare il riconoscimento che il PNRR contribuisce alla transizione verde dell’UE e incoraggiando gli Stati a includere misure significative per il clima nei loro piani di ripresa. Ha sottolineato che queste misure rappresentano il 43% dei fondi totali dei piani nazionali, superando così l’obiettivo del 37% stabilito dal regolamento. La Commissione ha precisato che è tenuta a rispettare le norme del regolamento PNRR, piuttosto che eventuali metodologie alternative suggerite dalla Corte dei Conti.

IC