Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si pone l’obiettivo di rilanciare l’economia italiana attraverso lo stanziamento di fondi destinati a diversi ambiti. Tuttavia, dopo la pubblicazione di febbraio dei dati da parte del governo sull’andamento del Piano, si denotano le grandi difficoltà nella realizzazione delle opere, ed in particolare nelle regioni del Sud Italia.
Ma un’altra grande novità consiste nella pubblicazione di informazioni dettagliate circa la spesa sostenuta per ogni singolo intervento. Questo dato finora non era mai stato disponibile se non in forma aggregata a livello di misura. Un importante passo in avanti in termini di trasparenza reso possibile anche grazie alle continue sollecitazioni di LIBenter. Adesso quindi si può capire come si distribuiscono i progetti finanziati sul territorio nazionale e dove si incontrano le maggiori difficoltà nella messa a terra. Il quadro che ne emerge si conferma abbastanza complesso. E proprio per questo motivo fonti stampa riportano della possibilità di una quinta revisione del piano italiano.
Attualmente, i progetti finanziati sono 269.299 in totale, per un ammontare di 140 miliardi di euro di fondi PNRR. Ci sono ancora 54 miliardi di euro da assegnare, per cui al momento non risultano progetti attivi.
Dai nuovi dati disponibili, una prima informazione rilevante riguarda i beneficiari dei fondi del PNRR: circa il 34,3% (66,6 miliardi di euro) delle risorse risulta essere in capo a 100 beneficiari: 27 aziende, 21 amministrazioni pubbliche (di cui 5 ministeri), 16 regioni e 12 comuni. In Italia, Rete Ferroviaria Italiana, è in cima alla classifica, ricevendo circa 22,4 miliardi di euro. Infatti, una fetta significativa degli investimenti è dedicata al potenziamento del trasporto ferroviario. Accanto a questo, non mancano gli investimenti in energia, con l’obiettivo di migliorarne la distribuzione, efficienza e sostenibilità.
Guardando ai diversi progetti finanziati emerge che la digitalizzazione, assorbe la maggior parte delle risorse. Seguono gli investimenti per le infrastrutture e quelli relativi a istruzione e formazione. Il PNRR ha subito delle modifiche nel tempo, che hanno definanziato (del tutto o in parte) molti progetti.
A quasi un anno dalla conclusione prevista del Piano, i nuovi dati mettono in luce un aspetto tutt’altro che positivo: ad oggi sono stati utilizzati solo 59 miliardi di euro, pari solo al 30,14% delle risorse stanziate dal PNRR; questo dato sottolinea l’urgenza di un’accelerazione delle operazioni, per portare a termine gli obiettivi entro la scadenza del Piano, come evidenziato dal neocommissario Ue Raffaele Fitto.
I dati evidenziano un disallineamento tra la spesa dichiarata dai ministeri e quanto effettivamente rendicontato dai soggetti attuatori. È quindi auspicabile che una maggiore trasparenza e tempestività nella pubblicazione dei dati – come promesso dalle strutture governative- contribuisca ad una maggiore chiarezza, portando ad una visione realistica ed oggettiva dello stato di avanzamento del progetto.
I dati permettono inoltre di individuare la distribuzione delle risorse per territori: in cima alla classifica si trova la Lombardia, seguita dal Veneto, Campania e Piemonte. Ciononostante, ciò che si può dedurre dai dati pubblicati non è positivo. Infatti, la regione Veneto si trova in alto nella classifica ma ha utilizzato solo il 28% delle risorse, seguita dal Trentino-Alto Adige (24%), Liguria (22%) e Lombardia (poco superiore al 20%). Il Sud presenta maggiori difficoltà nel decollare: Sicilia e Campania si fermano al 13%, mentre la Calabria raggiunge appena il 10% della totalità dei progetti.
In conclusione, sebbene il PNRR rappresenti un’opportunità fondamentale per l’Italia, i dati attuali evidenziano difficoltà strutturali e sfide che ancora occorre affrontare, in particolare nelle regioni meridionali. Solo con una maggiore efficienza nella gestione dei fondi e una rapida attuazione delle opere si potrà sperare di raggiungere gli obiettivi fissati.
LP
