L’idea di LIBenter

L’idea di LIBenter

«per L’Italia BEne comune, Nuova, Trasparente, Europea, Responsabile»

L’idea di LIBenter nasce già dalla lettura della prima bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza pubblicata nel dicembre 2020, rinforzandosi alla luce del documento definitivo trasmesso a Bruxelles il 30 aprile di quest’anno.

Di fronte alla previsione di spesa di oltre 240 miliardi di euro del programma dell’Unione europea Next Generation EU, è evidente come l’impresa di contribuire alla ripartenza del nostro Paese richieda uno sforzo congiunto di tutte le forze della nazione, istituzionali e civiche, ciascuna secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità.

Accanto ai compiti delle Pubbliche Amministrazioni, sia italiane che dell’UE, LIBenter vuole contribuire a dotare la nostra comunità nazionale di strumenti conoscitivi e concreti per concorrere a quel ruolo di “controllo diffuso” che la stessa normativa di trasparenza del 2013 le assegna, con ciò dando il proprio apporto alla miglior esecuzione dei progetti contenuti nel PNRR.

«Nei momenti più difficili della nostra storia l’espressione più alta e nobile della politica si è tradotta in scelte coraggiose, in visioni che fino a un attimo prima sembravano impossibili. Perché prima di ogni nostra appartenenza viene il dovere di cittadinanza», sono state le parole dello stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione presentazione del programma di Governo in Senato il 17 febbraio scorso.

LIBenter vuole adempiere, tramite strumenti concreti, proprio a quello status di cittadinanza che dà diritti, doveri e responsabilità: la responsabilità, adesso, di accompagnare il lavoro cui sono chiamate le pubbliche amministrazioni con gli strumenti di controllo e di vigilanza sociale diffusa.

Vogliamo contribuire a contrastare sprechi di risorse che potrebbero rivelarsi esiziali per un Paese che sta facendo gravare sulle proprie future generazioni (che per di più le previsioni dell’ISTAT danno in forte contrazione) un debito pubblico in termini assoluti già da record (quasi 2.587 miliardi al 31.10.2020) e che in termini percentuali, rispetto al PIL, si avvia a raggiungere il record storico (160%) conseguito circa un secolo fa, nel 1920, in un anno prodromico al rovesciamento delle istituzioni democratiche e al disastro bellico.

Non possiamo permetterlo.