PNRR e grandi infrastrutture

Una recente Relazione del servizio studi della Camera dei Deputati ha analizzato lo stato delle grandi opere finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’analisi mette in luce una significativa riduzione del numero e del valore dei progetti finanziati dal PNRR, conseguenza della necessità di rispettare la scadenza del giugno 2026.

Il valore complessivo degli interventi finanziati con il PNRR è sceso da 132,7 a 82,8 miliardi di euro, con molti progetti trasferiti ad altre fonti di finanziamento, quali sono il Piano Nazionale Complementare (Pnc) e il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc). Il Governo ha promesso il completamento di tali opere con risorse alternative, ma restano incertezze su tempi e copertura finanziaria. Ad oggi, mancano oltre 7 miliardi per coprire i costi complessivi delle infrastrutture pianificate.

Le infrastrutture ferroviarie ricevono la quota maggiore di risorse, con 54,2 miliardi di euro stanziati, seguite da strade e autostrade (9,9 miliardi), sistemi urbani (9,6 miliardi) e porti (6,5 miliardi). Tra le opere più rilevanti spiccano l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria (14 miliardi), il nodo di Genova e il Terzo Valico dei Giovi (8,7 miliardi), e l’Alta Velocità Verona-Padova (6,7 miliardi).

L’81,3% delle opere finanziate dal PNRR è in corso di realizzazione, mentre il 12,3% è in fase di stipula dei contratti. Tuttavia, considerando anche le altre fonti di finanziamento, solo per il 54,9% dei progetti sono stati avviati i lavori, e circa un quarto si trova ancora nella fase di progettazione.

Persistono criticità nella gestione dei dati attraverso la piattaforma ReGiS, utilizzata per la rendicontazione a fini di consentire il controllo da parte dell’Unione europea.

Alcuni progetti risultano ancora nei dataset del PNRR nonostante siano stati esclusi dai finanziamenti: questa situazione non può non generare ambiguità.

La Relazione evidenzia, infine, che molte opere non sono nate nell’ambito del PNRR ma derivano da programmazioni precedenti, con costi spesso lievitati nel tempo. La frammentazione dei finanziamenti su più lotti aggiunge ulteriori complessità al completamento delle infrastrutture strategiche del Paese. La fotografia che questa Relazione restituisce al Paese è dunque ricca di chiaro-scuri: si auspica che le incertezze e le ambiguità vengano chiarite dal Governo.

IC