PNRR, Ritardi e richiesta di proroga al 2027: Giorgetti si appella all’UE

Il PNRR non si limita ad essere un piano di investimenti, ma rappresenta anche una grande opportunità per implementare riforme cruciali in vari settori, tra cui l’incremento dell’occupazione giovanile e femminile, la digitalizzazione dei settori pubblico e privato, il potenziamento delle competenze e la riduzione delle emissioni di gas serra. Tuttavia, per ottenere risultati è necessaria una valutazione continua. A tal fine, la Ragioneria Generale del MEF ha avviato un processo di valutazione preliminare (ex ante) e uno in corso (in itinere) per capire a che punto si è arrivati.

Dalle ultime valutazioni effettuate, si evidenziano i significativi ritardi del Piano, che mettono seriamente a rischio la possibilità di raggiungere gli obietti prefissati per il 2026. Tra le principali cause del rallentamento troviamo: procedure burocratiche e progetti infrastrutturali complessi, come la rete ferroviaria ad alta velocità e le opere contro il dissesto idrogeologico, a causa delle lunghe fasi di aggiudicazione degli appalti. Inoltre, l’inflazione e la difficoltà di approvvigionamento di materie prime, soprattutto nel settore agricolo, hanno aumentato i costi e ritardato alcuni investimenti previsti dal piano.

Attualmente, la spesa italiana ha raggiunto circa 63,5 miliardi di euro, poco più della metà dei fondi ricevuti con le prime sei rate. La Ragioneria Generale dello Stato ha espresso preoccupazione a riguardo, dichiarando le grandi difficoltà che si dovranno affrontare per assorbire i fondi rimanenti entro la data di scadenza, fissata per giugno 2026. Per questo motivo, il governo italiano, ed in particolare il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, chiederà ufficialmente la proroga del piano di un anno, fino al 2027, e questo accadrà ufficialmente durante il prossimo incontro dell’Ecofin che si terrà a Varsavia tra l’11 e il 12 aprile.

Inoltre, il governo italiano solleciterà maggiore flessibilità nell’uso dei fondi, per permettere una migliore allocazione delle risorse fornite dell’unione. Tra le problematiche riscontrate, i tecnici del Ministero dell’Economia segnalano che alcuni obiettivi legati alle ultime quattro rate del piano sono difficili da raggiungere in tempi brevi, il che potrebbe avere ripercussioni negative sulla finanza pubblica.

La Ragioneria Generale ha identificato tre principali misure per rivedere il piano:

  1. Adeguamento degli obiettivi: alcuni obiettivi saranno rivisti per renderli più realistici. Saranno utilizzati strumenti finanziari che permettano l’uso dei fondi anche oltre il 2026.
  2. Taglio dei progetti meno attrattivi: alcuni programmi, come i crediti d’imposta per la transizione digitale e le agevolazioni per l’agricoltura, non hanno riscosso il successo previsto e dunque riceveranno meno fondi; e i sottratti da questi programmi verranno trasferiti a progetti più promettenti.
  3. Riprogrammazione delle risorse: le risorse derivanti dai progetti ridimensionati saranno destinate a quelli in grado di rispettare i tempi stabiliti, come lo sviluppo delle infrastrutture e il potenziamento della rete idrica.

Per concludere, con la richiesta di proroga, il governo italiano punta a completare il piano senza compromettere la qualità dei progetti, continuando al contempo a garantire il pieno utilizzo delle risorse; questo rende quindi l’esito della discussione con l’Unione Europea determinante per la riuscita del PNRR.

LP