Il 17 luglio 2026 la Commissione europea ha pubblicato la settima edizione della Relazione annuale sullo Stato di diritto, che copre i 27 Stati membri e quattro Paesi candidati (Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia). Il capitolo dedicato all’Italia è di 28 pagine.
Giustizia
Sul fronte giudiziario la Commissione registra progressi tecnici nella digitalizzazione dei tribunali e conferma il rispetto dei target del PNRR per lo smaltimento dell’arretrato giudiziario. La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri non è invece entrata in vigore, dopo l’esito negativo del referendum confermativo del 22-23 marzo 2026. La relazione segnala inoltre un aumento, durante la campagna referendaria, di dichiarazioni politiche critiche verso la magistratura: pur precisando che criticare le decisioni giudiziarie rientra nel normale dibattito democratico, la Commissione invita esecutivo e legislativo a evitare iniziative che possano incidere sull’indipendenza dei giudici o sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni giudiziarie.
Media e libertà di stampa
La riforma della governance e del finanziamento della Rai, prevista per adeguare le regole italiane all’European Media Freedom Act, è ancora all’esame del Senato. Il consiglio di amministrazione è privo di presidente da circa un anno e mezzo, e alcuni interlocutori sentiti dalla Commissione considerano questo stallo un esempio delle carenze delle norme attuali nel proteggere l’azienda da possibili influenze indebite. A questo si aggiunge un taglio di 10 milioni di euro ai finanziamenti pubblici della Rai per il 2026, che il governo definisce una razionalizzazione dei costi mentre la Rai segnala rischi per la propria sostenibilità finanziaria.
Sul piano legislativo non si registrano avanzamenti sul disegno di legge, fermo al Senato, per la riforma della diffamazione e per la tutela del segreto professionale e delle fonti giornalistiche. La Commissione valuta positivamente l’abolizione del carcere per diffamazione a mezzo stampa, ma osserva che le sanzioni pecuniarie, fino a 50mila euro, possono avere un effetto dissuasivo sui giornalisti, data la precarietà economica diffusa nella categoria. Viene invece riconosciuto che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni continua a operare in modo indipendente, con un’autonomia finanziaria rafforzata da alcune modifiche legislative.
Anticorruzione
La percezione della corruzione nel settore pubblico resta elevata e gli appalti pubblici continuano a essere considerati un’area ad alto rischio. Restano inoltre irrisolti i nodi della regolamentazione del lobbying e dei conflitti di interesse. Nessun progresso viene registrato sul finanziamento di partiti e campagne elettorali: la Commissione segnala l’assenza di interventi contro la prassi di far transitare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche, e raccomanda l’istituzione di un registro elettronico unico sul finanziamento della politica.
Spazio civico e quadro istituzionale
La relazione osserva che i decreti sicurezza hanno ampliato i poteri di polizia e introdotto nuovi reati, e rileva un ricorso intensivo a decreti legge e voti di fiducia, con una conseguente riduzione del ruolo del Parlamento nell’iter legislativo. In questo contesto, l’osservatorio internazionale CIVICUS ha recentemente declassato l’Italia da Paese “ristretto” a Paese “ostacolato” quanto a spazio civico.
Per l’intera relazione: https://commission.europa.eu/publications/2026-rule-law-report-communication-and-country-chapters_en
Per il capitolo dedicato all’Italia: https://commission.europa.eu/document/download/019229a1-8c23-4f90-bfe4-f842cd59c6a9_it?filename=16_2_coun_chap_italy_it.pdf
