In una recente sentenza (n. 7496/2024), il Consiglio di Stato ha chiarito la normativa applicabile agli appalti finanziati con fondi del PNRR, emessi dopo il 1° luglio 2023. A questo tipo di gara si applica il “vecchio” Codice dei contratti pubblici.
La questione nasce da un ricorso riguardante l’annullamento di un appalto integrato, inizialmente risolto dal TAR Lazio sulla base delle disposizioni del nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36/2023).
Il Consiglio di Stato ha però ribaltato questa decisione, confermando che agli appalti finanziati con fondi PNRR continuano ad applicare le norme del precedente Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 50/2016). La sentenza ribadisce che il d.l. 77/2021, che regola tali appalti, rinvia espressamente al vecchio Codice, in linea con quanto già affermato dal TAR Campania in una sentenza del 2023.
Quindi, nonostante l’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici, gli appalti finanziati con risorse del PNRR, del Piano Nazionale Complementare o con fondi strutturali dell’Unione Europea restano soggetti alle norme del d.l. 77/2021 e del d.lgs. 50/2016.
L’interpretazione del Consiglio di Stato chiarisce così le incertezze normative legate alla fase di transizione tra il vecchio e il nuovo Codice, confermando che il principio del “rinvio statico” vincola gli appalti PNRR alle norme precedenti.
Questa decisione garantisce certezza giuridica e continuità per la gestione degli appalti pubblici, anche alla luce delle indicazioni fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella circolare del luglio 2023, che aveva chiarito la specialità delle norme.
Per il testo integrale della sentenza: https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2024/10/Consiglio-di-Stato-7496-2024.pdf
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