Sentenza della Corte UE: Commissione Ue condannata per la poca trasparenza sui contratti dei vaccini anti-Covid

Bruxelles, 17 luglio 2024 – La Corte di giustizia europea ha condannato la Commissione di Ursula von der Layen per la mancanza di trasparenza nei contratti relativi ai vaccini anti-Covid. Questo verdetto, che arriva alla vigilia del voto per la rielezione del Presidente della Commissione Europea, sottolinea l’importanza della trasparenza negli appalti pubblici dell’UE.

Il caso, noto come “Pfizergate”, riguarda le negoziazioni tra von der Leyen e il CEO di Pfizer, Albert Bourla ed altre case di Big Pharma, per l’acquisto di vaccini durante la pandemia. Nonostante la pubblicazione dei contratti, le versioni erano ampiamente censurate, suscitando preoccupazioni tra eurodeputati e cittadini circa la tutela dell’interesse pubblico.

La Corte ha stabilito che la Commissione non è stata sufficientemente trasparente con l’opinione pubblica, specialmente riguardo alle clausole di indennizzo e alle dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi dei membri della squadra negoziale per l’acquisto dei vaccini. Il tribunale ha quindi sottolineato che il produttore è responsabile del danno causato da un difetto del suo prodotto.

In risposta, la Commissione Europea ha dichiarato di aver cercato un equilibrio tra il diritto all’informazione del pubblico e gli obblighi giuridici derivanti dai contratti sui vaccini anti-Covid-19. Tuttavia, l’esecutivo Ue rivendica il rispetto “dei principi di apertura e trasparenza” e afferma che “esaminerà attentamente le sentenze”, riservandosi “le proprie opzioni legali”.

La decisione della Corte ha provocato immediate reazioni politiche. Il gruppo della Sinistra Europea ha chiesto il rinvio delle elezioni per la presidenza della Commissione, sottolineando l’importanza della trasparenza e l’assenza di conflitti di interesse. Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, ha criticato von der Leyen, utilizzando la sentenza come ulteriore motivo per opporsi alla sua rielezione.

IC