Il Tribunale del Lavoro di Bergamo ha condannato l’Unione Insieme sul Serio al pagamento di 25.000 euro in favore di Concetta Valletta, agente di Polizia Locale, riconoscendo che l’ente aveva adottato misure ritorsive dopo le sue segnalazioni di irregolarità all’ANAC e alla Guardia di Finanza. La sentenza, pronunciata dalla giudice Francesca Possenti, dichiara nulle diverse azioni dell’amministrazione, tra cui due procedimenti disciplinari, l’assegnazione a mansioni inferiori e la valutazione professionale negativa del 2020, giudicate non adeguatamente giustificate e strettamente connesse alle denunce della lavoratrice.
Il Tribunale ha applicato l’inversione dell’onere della prova prevista dall’art. 54-bis del d.lgs. 165/2001, ricordando che in caso di presunte ritorsioni è l’amministrazione, e non il segnalante, a dover dimostrare che le misure adottate siano completamente estranee alla segnalazione. L’Unione non è riuscita a fornire tale prova, motivo per cui gli atti sono stati dichiarati ritorsivi e quindi nulli.
L’istruttoria ha evidenziato un ambiente di lavoro caratterizzato da tensione, ostilità e progressivo isolamento della ricorrente, con insulti e denigrazioni provenienti da colleghi e dal comandante dell’epoca, oltre a un demansionamento protratto per quasi due anni. È emerso inoltre che Valletta era stata ostacolata nello svolgimento delle proprie mansioni, anche attraverso la mancata consegna delle password necessarie per lavorare. Il Tribunale ha ritenuto l’Unione responsabile ai sensi dell’art. 2087 c.c. per non aver impedito il deterioramento del clima lavorativo, configurando pertanto una responsabilità datoriale per ambiente nocivo e stressogeno.
Non è stata invece riconosciuta la responsabilità dell’ente per l’aggressione subita dalla dipendente nel 2022 durante un controllo anagrafico: l’episodio è stato definito fortuito e non correlato a omissioni organizzative. È stata respinta anche la richiesta di risarcimento per danno biologico, poiché la consulenza medico-legale non ha rilevato patologie permanenti attribuibili alle condizioni di lavoro, così come è stata esclusa la responsabilità personale dell’ex presidente dell’Unione, Claudio Cancelli.
Oltre al risarcimento di 25.000 euro, l’Unione Insieme sul Serio è stata condannata al pagamento delle spese legalidella ricorrente, pari a oltre 5.300 euro, nonché delle spese della consulenza tecnica d’ufficio.
IC
